Siracusa- I sec. a.C: “Alla Scoperta dell’Antica Tomba di Archimede”

Carissimi lettori di @Adiafrodite, Oggi siamo in Sicilia, precisamente ci troviamo all’interno del Parco Archeologico della Neapolis, a Siracusa per visitare la Tomba di Archimede. Come sappiamo, Archimede fu un importante matematico, scienziato ed inventore Italiano (Siracusa, 287 a.C/ Siracusa, 212 a.C); la sua morte, per mano di un soldato romano, risale alla presa di Siracusa e si dice che successivamente venne seppellito in questa grotta scavata su pietra calcarea.

Fig1: in foto, la cosiddetta “Tomba di Archimede”, situata all’interno della necropoli Grotticelle – Parco Archeologico della Neapolis risalente al periodo greco-romano I sec. a.C / I sec. d.C
Fig2: in foto, particolare esterno della Tomba di Archimede, scavata su pietra calcarea

A seguito di numerose incongruenze con il luogo di sepoltura del noto scienziato, e di quello descritto in varie fonti storiche nacquero delle perplessità tra i vari studiosi. (Cicerone, importante oratore romano ci lascia a riguardo l’interpretazione di un suo scritto, nel quale indica il vero luogo di sepoltura del matematico Siracusano).

«Cuius [i.e. Archimedis] ego quaestor ignoratum ab Syracusanis, cum esse omnino negarent, saeptum undique et vestitum vepribus et dumetis indagavi sepulcrum. Tenebam enim quosdam senariolos, quos in eius monumento esse inscriptos acceperam, qui declarabant in summo sepulcro sphaeram esse positam cum cylindro. Ego autem cum omnia collustrarem oculis – est enim ad portas Agragantinas magna frequentia sepulcrorum – animum adverti columellam non multum e dumis eminentem, in qua inerat sphaerae figura et cylindri.»

«Io quand’ero questore scoprii la sua tomba [di Archimede], sconosciuta ai Siracusani, cinta con una siepe da ogni lato e vestita da rovi e spineti, sebbene negassero completamente che esistesse. Tenevo, infatti, alcuni piccoli senari, che avevo sentito essere scritti nel suo sepolcro, i quali dichiaravano che alla sommità del sepolcro era posta una sfera con un cilindro. Io, poi, osservando con gl’occhi tutte le cose – c’è, infatti, alle porte Agrigentine una grande abbondanza di sepolcri – volsi l’attenzione ad una colonnetta non molto sporgente in fuori da dei cespugli, sulla quale c’era sopra la figura di una sfera e di un cilindro.»(Cicerone, Tusculanae disputationes V 23, 64-66)

Ad oggi il sito è facilmente visitabile, e rappresenta uno dei più importanti monumenti greco-romani rimasto in ottime condizioni fino ai giorni nostri. Che altro aggiungere… Si consiglia la visita a tutti gli appassionati di storia greco-romana.

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