| IV secolo a.C – “Il giovinetto di Mozia sepolto sull’Isola di San Pantaleo”|

Carissimi lettori di @Adiafrodite, Oggi ci troviamo a Marsala, in Sicilia, ad attendere il primo traghetto che ci porterà’ sull’ Isola di San Pantaleo, per visitare le rovine della citta’ fenicia.

Fig1: “In foto, l’area archeologica di Motya in tutto il suo splendore”.

Mozia, antica citta’ fenicia,grazie alla sua posizione strategica divenne nel XII secolo a.C un’ importante snodo marittimo di mercanti- navigatori di tutto il Mediterraneo; inoltre, il nome significherebbe “filanda” proprio per gli stabilimenti di lavorazione stoffe presenti all’epoca sul territorio.

Successivamente la città di Mozia venne invasa e rasa al suolo dalle truppe siracusane guidate dal tiranno Dionisio il Vecchio. Gli abitanti fuggirono e l’isola rimase abbandonata per parecchi secoli. Nell’XI secolo d.C. durante la dominazione Normanna, Mozia fu ceduta all’abbazia di Santa Maria della Grotta di Marsala e divenne sede dei monaci basiliani di Palermo, che diedero poi essi stessi il nome San Pantaleo all’isola, dedicandola al proprio santo fondatore dell’ordine.

Nel XVI secolo l’isola passò ai gesuiti, e nel 1792 fu data come feudo al Notaio Rosario Alagna di Mozia con il titolo di barone, il quale iniziò gli scavi archeologici alla ricerca dei reperti storici del passato.

Infine nel 1902, il nobile inglese Joseph Whitaker scoprì l’isola di Mozia, e ne rimase colpito, sia per la sua bellezza, sia per lo straordinario valore archeologico. Di conseguenza acquistò l’isola e, assieme al colonnello Giuseppe Lipari Cascio, esplorò Mozia in lungo ed in largo, portando alla luce i resti dell’antica città fenicia, oltre ad una vasta serie di reperti, tra cui il cosiddetto “giovinetto di Mozia”.

Fig2: “in foto, il giovinetto di Mozia in tutta la sua interezza: (l’altezza è di 1 metro e 81 centimetri) indossa una leggera tunica e sfoggia uno sguardo fiero, che arricchiscono il fisico atletico e prestante.
Fig3: “in foto, il mezzo busto del giovinetto di Mozia. La testa del giovane parla il linguaggio dello stile Severo ovvero dello stile della prima fase dell’età classica”

La scultura, in marmo greco-orientale, risale al V secolo a.C, e venne rinvenuta nel settore nord-occidentale dell’isola. Fu probabilmente portata sull’isola dai Cartaginesi come bottino di guerra dopo aver saccheggiato Selinunte nel 409 a.C

la statua si presenta priva di braccia e di piedi e si dice raffiguri un efebo, una sorta di atleta vittorioso nella corsa con il carro.

Si consiglia la visita del Museo Withaker agli appassionati di storia greco-punica.

Fig4: “in foto, l’ingresso di “Casa Whitaker,ossia l’odierno museo dell’isola.”



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